Come evitare di venire colpito dall’aria in Italia

Oggi sul sito dell BBC è stato pubblicato un articolo scritto da una loro corrispondente che da anni vive a Bologna: How to live in Italy and avoid getting hit by the air. L’articolo è quanto di più vero possa essere stato scritto circa il modo in cui i cugini britannici percepiscono i nostri strambi comportamenti e come noi percepiamo i loro.

Per la felicità di tutti i miei amici italiani che non se la cavano con la lingua, ho tradotto l’articolo e (pensate un po’!) ho aggiunto anche i miei commenti in verde! (Il colore potrebbe essere un altro, ora vedo quale ci sta meglio). L’articolo originale, scritto da Dany Mitzman, lo trovate qui Continue reading

Vivere soli a Londra

Dopo un po’ di anni passati a Londra, è tempo che io cominci a dare buoni consigli alle centinaia di giovani e meno giovani che in questo momento stanno pianificando la loro vita nella capitale britannica.

Il primo consiglio che mi sento di dare è: lasciate stare quelle pseudo agenzie che vi promettono un lavoro e una casa nel momento stesso in cui mettete piede a Heathrow (o a Stansted, se volate con Ryan-get-the-fuck-on-the-plain-Air). In realtà butterete solo i vostri soldi, che magari potete usare per una settimana in più in ostello o per una preziosa settimana d’affitto (o in altrettanto preziose birre il venerdì sera). L’iter della maggior parte delle persone che si trasferiscono in Inghilterra è lo stesso: le prime settimane in ostello, ricerca del lavoro, ricerca di un alloggio – tutte cose che potete fare da soli senza bisogno di pagare €200 perché qualcuno lo faccia per voi. Continue reading

LONDON – Week 31 – Nomi cinesi e cene svedesi.

Vi mancavo, lo so.

Purtroppo la gestione del tempo non è mai stato il mio forte e Londra me ne sta facendo pagare le conseguenze. Ma imparerò, abbiamo tutti fiducia in me, no?

L’ultimo articolo risale a novembre e parlava di New Moon, quindi mi son detto: “Per cercare di recuperare qualche punto ora dovrei parlare di Dante, del Dolce Stil Novo o dell’influenza leopardiana sui giovani Italiani dal secondo dopoguerra all’era di facebook“, ma penso che non lo farò. Per la cronaca, non a caso ho nominato Leopardi: davanti casa mia c’e una siepe e un passerò vi si era posato sopra. Questi due elementi uniti, se pure tratti da due opere separate, non potevano che farmi pensare allo zio Giacomo.

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London week 18 – braveheart, William Wallace insegna

Mi sveglio due ore prima del solito, dover aver dormito ad intermittenza e aver sognato insetti giganti che uscivano da sotto il letto.

Il periodo di insonnia e’ arrivato.

La pioggia leggera ticchettante sulla finestra mi dice che forse non andrò al lavoro a piedi come avevo programmato. Ma in fondo siamo a Londra, mi dico. È solo una pioggerella fina. E, convinto di aver compreso i misteri della logica imprevedibile del tempo inglese, mi incammino verso il parco, auricolari nelle orecchie e De Andre’ che mi narra le sue storie.
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London week 17 – una birra con Frank Lampard

E’ successo nuovamente.

Ieri sera mi sono fatto coinvolgere nella tradizionale birra dopo lavoro del venerdì sera. Siamo usciti dall’ufficio alle 17.30. Alle 17.45 eravamo al pub. All’1.30 sono rientrato a casa.

Cos’è successo nel frattempo? Siamo stati al pub fino a una cert’ora, a parlare di tutto: Lucas continuava a dirci di quanto assolutamente la Nuova Zelanda sia un posto da visitare, come se non lo sapessi. “Se hai visto il Signore degli Anelli sai di cosa parlo”, continuava a dire. Ho visto Il Signore degli Anelli tra le 15 e le 20 volte, ma mi chiedo davvero se la gente lì ha i piedi pelosi e le orecchie puntute! Elisabet mi parlava del coro svedese del quale fa parte. Lucas (di nuovo) mi ha raccontato che è stato in Italia per studiare italiano.

“Dove?”, gli chiedo.

“A Tropea” mi risponde. Fantastico.
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