Come evitare di venire colpito dall’aria in Italia

Oggi sul sito dell BBC è stato pubblicato un articolo scritto da una loro corrispondente che da anni vive a Bologna: How to live in Italy and avoid getting hit by the air. L’articolo è quanto di più vero possa essere stato scritto circa il modo in cui i cugini britannici percepiscono i nostri strambi comportamenti e come noi percepiamo i loro.

Per la felicità di tutti i miei amici italiani che non se la cavano con la lingua, ho tradotto l’articolo e (pensate un po’!) ho aggiunto anche i miei commenti in verde! (Il colore potrebbe essere un altro, ora vedo quale ci sta meglio). L’articolo originale, scritto da Dany Mitzman, lo trovate qui

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Come evitare di venire colpito dall’aria in Italia
Di Dany Mitzman

Bologna, Italia
Parecchi italiani, a quanto pare, sembrano essere particolarmente sensibili ad una vasta moltitudine di malattie invernali, cosa apparentemente resa ancora più pericolosa da una profonda conoscenza dell’anatomia umana. Più di un decennio passato a vivere in questo paese mi ha condotto ad una scioccante conclusione. Essere italiano è pericoloso per la salute.

Mentre l’inverno si avvicina, quelli intorno a me sembrano soffrire di una varietà di disturvi italiani, che rendono i nostri limitati raffreddori e influenze britanniche talmente blandi come solo il nostro cibo può essere. Passeggiando in bicicletta per i vicoli medievali della mia città adottiva, Bologna, sorrido meravigliato dal fatto che in questo periodo dell’anno ancora sto indossato solo un leggero giacchetto.

Non c’è traduzione
I miei coetanei italiani, d’altra parte, sono meno fortunati. Loro hanno già tirato fuori le loro sciarpe di lana e cappotti imbottiti e si massaggiano il collo lamentandosi della mia favorita e più misteriosa malattia italiana: “la cervicale”. PFC – Gliene dò ragione: non ho mai visto nessuno massaggiarsi il collo qui

“Soffro di cervicale” mi dicono, facendolo suonare particolarmente serio. La maggior parte delle persone oltre i 30 sembrano esserne affetti, ma io ancora non ho ben capito di cosa si tratti e soprattutto come tradurla in inglese. L’ho cercata sul dizionario e ho trovato “cervical”, un nome che si riferisce alle vertebre cervicali, quelle piccole ossa dietro il collo, ma per “cervicale” intesa come disturbo di salute semplicemente non c’è traduzione inglese. Non ce l’abbiamo!

Oltretutto, gli inglesi sembrano non avere quell’eccezionale conoscenza della loro anatomia che invece gli italiani sembrano avere.

I benefici dell’ignoranza
Poco dopo essermi trasferito qui, ricordo che un amico mi disse che non si sentiva bene. “Mi fa male il fegato”, mi disse. Da allora ho avuto la conferma da diversi dottori che in realtà non puoi sentire il tuo fegato, ma quello che più mi lasciava senza parole era che egli sapesse realmente dove il fegato si tovava. PFC – Mi informerò sul fatto se il fegato si possa sentire o meno…

Può la conoscenza dell’anatomia essere dannosa per la salute? Noi inglesi, in contrapposizione, siamo una nazione straordinariamente ignorante circa la nostra anatomia. Gli italiani posso anche dirti se il dolore è nel loro stomaco o nel loro intestino e possono addirittura specificare se si tratti di colica o colite, mentre noi inglese abbiamo semplicemente un mal di pancia. PFC – Vero!!! Io ancora non capisco le persone che fanno differenza tra mal di stomaco e mal di pancia. A me fa male la pancia, punto. Forse perché non ho mai avuto quei tipici dolori femminili del mese. Forse perhé non sono una femmina.

Sebbene io debba essere imbarazzato della mia incapacità di indicare dove la mia vescia si trovi, non lo sono affatto. Perchè? Perchè penso che ciò mi renda più sano.

Dopo anni di esperienza durante i quali ho toccato con mano la delicata costituzione degli italiani, sono giunto ad una teoria che spiega perchè noi inglesi siamo più robusti. Se non sai dargli un nome allora non puoi soffrirvi. Se non sai dove si trova allora non può far male.

Tra i miei amici italiani sono considerato una specie di immune-superumano. Posso andarmene dalla palestra sudato fradicio e fare la doccia a casa senza peccarmi un raffreddore durante il tragitto. PFC – Cara, forse uno dei motivi per cui noi italiani ci facciamo la doccia in palestra è anche perché evitiamo andare in giro sudati Posso fare il bagno dopo mangiato senza rischiare un blocco digestivo o i crampi PFC – Mamme italiane, imparate! . Posso andarmene in giro con i capelli bagnati senza prendere la famosa cervicale PFC – Sempre fatto anch’io, anche ai tempi dei belli capelli e non l’ho mai presa! . Ci scherzo addirittura sopra. Al ristorante di solito dico: “Lascia che sia io a sedere dove c’è corrente, non mi succederà nulla. Sono inglese.”

Non bisogna lamentarsi
Ho esposto la mia teoria ad uno psicanalista siciliano e mi ha detto che effettivamente non ho tutti i torti. Per esempio, non abbiamo un termine per “colpo d’aria”. Letteralmente si traduce con “hit of air” e sembra essere estremamente pericoloso per gli italiani. Loro possono prenderne uno all’occhio, nell’orecchio, la testa o in una qualsiasi parte dell’addome. Per evitare di prendere un colpo d’aria, almeno fino ad aprile, non devono mai uscire senza indossare una maglia di lana che chiamano “madlia della salute”. PFC – Ma chi frequenti a Bologna? Nessuno usa più la maglia della salute! O forse no?

Le mamme inglesi solitamente tengono le giacche dei loro bimbi così da non farli accaldare e sudare mentre giocano. I parchi italiani invece sono pieni di omini Michelin imbottiti, imbacuccati fino al naso per evitare che l’aria entri dentro e li colpisca. PFC – Vero. Le mamme inglesi lasciano che i loro figli facciano di tutto, vedi questo post

Gli italiani sono tirati su abituati a temere questi rischi, mentre la nostra ignoranza circa la loro stessa esistenza e ciò che ci rende forti e impavidi.

È anche una questione di etichetta. Noi siamo una nazione che non si deve lamentare, educati fin dalla tenera età che l’unica risposta possibile alla domanda “Come stai” è “bene grazie”. PFC – aggiungo: bene grazie, E TU? Questa parte è importante e non manca mai, anche se stai colloquiando con il tuo acerrimo nemico di sempre, il Lex Luthor quando tu sei Superman Il nostro vocabolario riflette tutto ciò. Sia che se abbiamo avuto un semplice raffreddore o abbiamo passato le ultime 6 settimane in terapie intensiva, al massimo ti diremo che siamo stati un po’ in cattiva salute (a bit poorly). PFC – Se proprio vuoi esagerare, puoi usare un ‘not too bad’. Ma mai oltre

‘Il cambio della stagione’
Ma la settimana scorsa ho avuto un momento di panico. Mi sono svegliano sentendomi debole e con la nausea. E se la differenza culturale fosse effettivamente contagiosa? E se gli anni passati in questo Paese avessero cambiato la mia costituzione e anch’io stessi soffrendo di un’altro comune rischio italiano: il cambio della stagione? Ho cercato di convincermi che la colpa era da imputare alla mancanza di sonno, ma non ne ero certo. Più tardi quello stesso giorno, incontrai la mia vicina e le confessai che non mi stavo sentendo molto bene (I was feeling poorly). “Ooh!”, mi fa lei un po’ preoccupata. “Sono stata dal dottore ieri e mi ha detto che c’è un’influenza intestinale che gira e che dura circa 48 ore”. Ma poi la sua faccia si illuminò “Non ti preoccupare, tu sei inglese, con te durerà solo 24 ore!”

Improvvisamente, come se il super umano in me fosse tornato, mi sentii un sacco meglio.

PFC – Chiudo confermando che la differenza culturale può davvero essere contagiosa. Ho preso più acqua qui che a Roma in 30 anni, la mattina esco con i capelli bagnati, vado in giro con le Converse estive anche durante i diluvi ma ciò me rimbarsa.

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