Da Battersea a Chelsea passando per piazza San Rocco

Mi piace fare strade nuove la mattina, possibilmente lontane da quelle più trafficate, quelle strade che solo la gente del posto conosce.

Stamattina dalla stazione di Clapham Junction ho preso il 170, uno dei pochi autobus ad un piano delle zone centrali di Londra, indice del fatto che pochi lo usano. A differenza degli altri mezzi pubblici che raggiungono Chelsea passando per Battersea High Street, questo percorre una serie di stradine della parte bassa di Battersea, per lo più fatta di council buildings, che in Italia chiameremmo ‘case popolari’, ma con un aspetto diverso. Dopo aver attraversato un tratto di York Road, il bus prende Lombard Road, costeggiando i lussuosi condomini lungofiume (a Londra basta che una casa abbia la vista fiume per diventare improvvisamente di lusso, a prescindere dal posto, sia pure Shadwell!). Percorrendo Lombard Road lungo il Tamigi si arriva nel cuore di Battersea square, la parte vecchia di questa zona, e il punto che secondo me ne segna l’inizio è il cottage dove una placca blu sulla parete frontale informa che lì visse Edward Adrian Wilson, esploratore artico deceduto nel 1912.

Qui i council buildings, fatti di torri alte e grigie e di edifici bassi e lunghi, convivono tranquillamente con le più tradizionali case vittoriane, il che mi fa pensare ad un quartiere qualsiasi della periferia sud di Roma, come quello dove sono nato e cresciuto, che fu costruito senza nessun piano regolatore. Battersea Square è una delle mie piazzette preferite di Londra.

Battersea Square

Piccola come il salone di casa mia, nelle (poche) giornate di sole mi fa pensare a piazza San Rocco a Frascati, ma senza la fontana nel centro, né il palazzo ducale, né senza le fraschette. E senza la vista su Roma. I caffè che vi si affacciano hanno i tavoli fuori, il cui uso non è limitato alle (poche) giornate di sole. Ci sono ristorantini etnici e delicatessen italiane che non ho mai provato ma che sembrano invitanti, le case intorno hanno facciate variopinte e il suolo è ricoperto da sanpietrini, il che la rende ancora più italiana.

Situato tra uno dei caffè e un ristorante, c’è un ‘caratteristico’ hair saloon (o un parrucchiere come diciamo da noi), dove andai un paio di volte ai tempi in cui abitavo in zona. Trovato per caso, ricordo che a prima vista ebbi paura per la sorte della mia pettinatura da bravo ragazzo. Il proprietario del posto era un tizio con i capelli rasati di lato, corti sopra e lunghi dietro. Qualche piercing e tatuaggi qui e lì. Mi dissi ‘basta coi pregiudizi, è ora di aprire le nostre menti!’ Dopo le prime parole da parte del proprietario, capii che non solo la sua provenienza non era diversa dalla mia, come lui stesso confermò, ma era di Ostia! Oltre ad un ottimo taglio di capelli, ci rimediai anche un ottimo espresso ed un ottima chiacchierata in lingua (romana).

Dopo il breve tratto da Battersea square a Battersea Bridge, eccoci bloccati nel traffico mattutino del ponte che, insieme ad Albert Birdge, rimane una delle poche alternative per la gente della zona che si sposta in macchina e deve raggiungere la parte a nord del fiume. E poi esatto, il fiume. Il Tamigi è sempre un piacere da guardare, in questi giorni poverino un po’ dimagrito a causa della siccità. Se guardo a est ecco lì lo Shard (il nuovo grattacielo di Londra) che al mattino nasconde la testa tra le nuvole, mentre io ce la tengo perennemente, ma non lo faccio per nascondermi. Sull’altra sponda del Tamigi c’è ad aspettare la ricca Chelsea, che sembra guardare a Battersea dall’altra parte come una repressa e zitella professoressa di matematica guarderebbe ai suoi alunni poco diligenti che frequentano i centri sociali di San Lorenzo. Devo dire però, Chelsea ci sta tutta. Senza, Battersea quasi non sarebbe la stessa. Esattamente come la prof di matematica con la quale hai collezionato una sfilza di 4 e che ricorderai per tutta la vita, senza di lei la tua esperienza scolastica non sarebbe stata la stessa e quasi gliene sei grato!

Il 170 mi lascia all’incrocio tra Flood Street e Cheyne Walk, su Chelsea Embankment. Gli edifici con i mattoni rossi e le scale davanti all’entrata mi ricordano le case di Brooklyn Heights, ma non so bene quale dei due sia stato costruito prima. A Chelsea non c’è spazio per i council buildings, ma per i pochi che ci sono il municipio si assicura di renderli abbastanza sciccosi da confondersi con le Ferrari, le Jaguar e le Bentley intorno. Anche i poveri sembrano ricchi a Chelsea.

A volte vale la pena prendere il 170 per andare in ufficio solo per camminare da Flood Street all’ufficio. Alcuni vicoli di Chelsea sono ovattati, sospesi in un’altra dimensione che non è la busy London dell’ora di punta, quasi che il municipio avesse trovato una soluzione anche a questo.

È bello fermarsi all’angolo tra Flood e Robinson Street, in quel punto dove si riesce a vedere solo parte della facciata di Christ Church, lo slargo con la panchina sotto il lampione, le biciclette parcheggiate e sulla destra della chiesa, il viale pedonale che conduce a Christchurch Street, fatta di casette a schiera dalle porte di tutti i colori e che è la strada di uno dei miei pub preferiti di Londra, il The Surprise. È bello andare lì nelle serate invernali, di lunedì o martedì quando la gente ancora non è pronta per uscire dopo il lavoro, oridnare una ale al bar, sedersi vicino al camino e pensare che se non avessi la fortuna di aver incontrato diversità come Chelsea, Battersea, Shadwell e gli odori pungenti di Queensway, forse Londra mi avrebbe dato tante ‘surprise’ in meno. E forse in fondo le sono grado per ognuna di queste. Sì, anche quelle brutte.

Christ Church

4 pensieri su “Da Battersea a Chelsea passando per piazza San Rocco

  1. Eccola una cosa in comune! una volta lo hai detto anche tu..ci piace scrivere. La differenza è che io scrivo scrivo e, poi annullo e non conservo! Mi piace come sempre leggerti Paole\’…scrivi divinamente e, Chelsea, Battersea piacciono anche a me e a chiunque legge come le descrivi!

  2. Eccola una cosa in comune! una volta lo hai detto anche tu..ci piace scrivere. La differenza è che io scrivo scrivo e, poi annullo e non conservo! Mi piace come sempre leggerti Paole’…scrivi divinamente e, Chelsea, Battersea piacciono anche a me e a chiunque legge come le descrivi!

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