Vivere soli a Londra

Dopo un po’ di anni passati a Londra, è tempo che io cominci a dare buoni consigli alle centinaia di giovani e meno giovani che in questo momento stanno pianificando la loro vita nella capitale britannica.

Il primo consiglio che mi sento di dare è: lasciate stare quelle pseudo agenzie che vi promettono un lavoro e una casa nel momento stesso in cui mettete piede a Heathrow (o a Stansted, se volate con Ryan-get-the-fuck-on-the-plain-Air). In realtà butterete solo i vostri soldi, che magari potete usare per una settimana in più in ostello o per una preziosa settimana d’affitto (o in altrettanto preziose birre il venerdì sera). L’iter della maggior parte delle persone che si trasferiscono in Inghilterra è lo stesso: le prime settimane in ostello, ricerca del lavoro, ricerca di un alloggio – tutte cose che potete fare da soli senza bisogno di pagare €200 perché qualcuno lo faccia per voi.

Un paio di righe sugli ostelli vanno spese. Arrivai la prima volta a Londra il 17 Ottobre del 2007 con Natalia. Il nostro inglese era ad un buon livello scolastico, quindi per le comunicazioni di base non c’erano problemi (Dove devo andare? Non mi uccidere. Ho preso le pulci). Natalia era già stata a Londra 7 anni prima per un paio di mesi, io mai. Cercammo un ostello da Roma prima di partire e ricordo che il nostro criterio di ricerca era: costa poco? OK, va bene. Finimmo in una stalla a Kensal Green, zona di Londra che fortunatamente non ho mai più avuto il (dis)piacere di visitare. L’ostello era un edificio che si estendeva per cinque piani, la nostra camera era ovviamente al quarto piano. Niente ascensore. Scale ripide e strette neanche stessimo salendo sulla cupola di San Pietro (NB: quasi tutti gli edifici vittoriani di Londra hanno scale strette, ripide e senza ascensori, da tenere a mente fate i bagagli). La camera era in condivisione, bagno al piano. Il secondo giorno, al ritorno dal nostro room-hunting che ci vide attraversare Londra in lungo e largo senza idea di dove andare (Tip: fissatevi un’area in mente e concentratevi su quella), trovammo la nostra camera vuota, tutte le nostre cose scomparse. Scene di panico. Al nostro quesito sul perché e sul come, la tizia della reception semplicemente ci spiegò che tutti i nostri pochi averi che avevamo portato con noi erano stati messi in un sacco di plastica (tutto: scarpe, asciugamani, tutto insieme) per liberare la camera che nel frattempo era stata affittata ad altre persone. E noi? Noi eravamo stati trasferiti in un’altra. E le nostre cose? Erano state portate temporaneamente in un’altra camera. Che piano? Piano terra. E quindi di nuovo la scalata del K2 per sistemarci nella nuova abitazione. Provammo a reclamare su “Ma che razza di sistema è questo? Ma come funziona? Ma che servizio elargite ai vostri ospiti?”, ma quando paghi £15 a notte forse il diritto di reclamo non viene neanche contemplato (Tip: non basate le vostre ricerche sul prezzo). Il giorno dopo, non ricordo per quale motivo, venimmo trasferiti in un altro ostello a Bayswater, dove poi rimanemmo per circa 2 settimane (con conseguenti disavventure che videro coinvolta la mia amica Natalia nella doccia e che quindi non condividerò con il resto del World Wide Web). Venimmo poi a sapere che l’ostello di Kensal Green era stato chiuso per pulci (o qualche altro parassita non ben definito).

L’ALLOGGIO. Il più degli espatriati a Londra solitamente decide di dividere un appartamento con altre persone. A volte il percorso per raggiungere una stabilità tale da poter affrontare un’alloggio da soli può essere lungo o medio lungo. Quindi, altra cosa da tenere bene a mente: Londra è fottutamente cara! Tutti i film ambientati a Londra non menzionano, per esempio, il costo di una travel card mensile da zona 1 a zona 2, che al momento è di circa £116 (evitate di fare la conversione in euro, peggiorerete la situazione). Mi rivolgerò quindi a tutte quelle persone complicate e difficilmente accomodabili (picky, come dicono qui) che sanno che in condivisione con altre persone resisterebbero poco e quindi, onde evitare di spaccare il PC portatile sulla tempia del coinquilino spagnolo che non lava mai i piatti o che decide di cucinare trotillas all’1 di notte di mercoledì, decidono di affrontare il salasso pur di vivere soli. A tutte quelle persone: è complicato, ma possibile! Si può fare! Yes, you can!

Da quando sono qui ho sperimentato diverse situazioni abitative (alcune alquanto interessanti) e visto diverse zone di Londra. In ordine cronologico:
– Bayswater, in tutto 9 mesi
– Battersea, 6 mesi
– Shadwell, 6 mesi. Evitate questa zona come evitereste una notte nudo in un carcere maschile turco di massima sicurezza
– Vauxhall, 1 mese (ospite di Natalia e Antonio)
– Fulham, 8 mesi
– Vauxhall, circa una settimana, nuovamente ospite dei suddetti
– Da qualche parte tra Kew Gardens, North Sheen e Richmond. Al momento sono circa 8 mesi

Qualcuno vi dirà: evitate le zone centrali (intese come zona 1 e 2 della tube map) se vuoi vivere solo. Io vi dico: tale affermazione non significa nulla. Scoprirete che più dell’affitto mensile, quello che davvero andrà ad incidere maggiormente sul vostro budget è il costo che dovrete affrontare in trasporti pubblici e in council tax. Trovare una casa in una zona centrale può avere l’affitto sicuramente più alto, ma non vi lasciate spaventare da ciò se vivere lì significa, per esempio, poter raggiungere il lavoro a piedi o in bicicletta. In più, a volte le zone più vicine al centro hanno un council tax nettamente inferiore rispetto a quello che paghereste a Richmond per esempio, che si trova in zona 4. Come accennavo prima, nel momento in cui decidete di iniziare la ricerca di una casa, decidete prima in quale zona volete vivere e concentratevi su quella. Basate la vostra ricerca sulla distanza dal luogo di lavoro, quanto vi costerà poterlo raggiungere e fate ricerche su internet per determinare il council tax di quella zona.

Un altro svantaggio del vivere da soli è che il più delle volte bisogna pagare un’agenzia immobiliare per trovare un appartamento, mentre la ricerca di una camere in un’abitazione da condividere si può facilmente risolvere con annunci privati. Si può sperare di essere fortunati abbastanza da trovare un privato su GumTree, ma il più delle volte si scoprirà che quegli annunci fanno capo a un’agenzia.

Agenzie. Fate attenzione, non hanno scrupoli. Non appena vedono che sei italiano (o comunque non nato sotto la benedizione della Regina), cercheranno di rifilarvi tutte le merde che non riescono a vendere alla gente del luogo. Io vivo qui da un po’ ormai, sinceramente penso di aver maturato una certa esperienza in merito. Durante l’ultima ricerca ad ottobre ho affrontato i rapporti con queste agenzie forte delle mie trascorsi, sapevo cosa chiedere, cosa non chiedere. Ma non serve a nulla, non ti ascoltano. Tu dici che cerci un 1 bedroom flat, in tale zona, con tali servizi e questi ti obbligano a prendere 3 ore di permesso dal lavoro perché hanno 5 posti da farti vedere e tutti e 5 non cadono sotto neanche 1 delle caratteristiche che avevi dato loro. Siate spietati con loro, perché loro lo saranno con voi. Soprattutto, questa la cosa più importante, mostrate che sapete esattamente cosa volete, dove e quanto. Non vi fate vedere come se veniste dalla montagna del sapone perché se ne approfitteranno. E fate domande, tante, perché ce ne saranno di quelle cose che non vi diranno (fatevi spiegare bene come funzionano riscaldamento e altri servizi, se ci sono costi condominiali aggiuntivi perché a volte si guardano bene dal farlo presente subito). Quando andate a vedere una proprietà, controllate tutte quelle cose che non vi verrebbe in mente di controllare:

  • Assicuratevi che dalla doccia non esca solo un piccolo rivolo d’acqua che scende giù lungo la parete invece di un getto continuo (fare la doccia spiaccicati sul muro come un geco non è comodo).
  • Aprite lo sportello sotto il lavandino e cercate trappole per topi o perdite varie.
  • Aprite e chiudete tutte le porte per assicurarvi che funzionino bene. Ispezionate le finestre che non abbiano spifferi come tifoni tropicali.
  • Assicuratevi che non ci siano macchie di umidità recentemente coperte con una semplice passata di bianco.

OK, avete trovato il vostro bel flat a 10 minuti dal centro ma magari dopo un po’ di tempo passato a Londra probabilmente vi verrà voglia di un po’ di tranquillità, lontano dal caos della città e comincerete a cercare un posto in un’area più residenziale. Quello che ho fatto io in realtà, solo che poi rischiate di rimetterci in trasporti pubblici e counci tax (le zone residenziali sono carine e piene di verde, ma poi vi fanno pagare ogni singola foglia di ogni singolo ramo di ogni singolo albero). Vivere in periferia, dalla zona 3 in poi, e viaggiare a Londra ogni giorno va bene se:
– potete condividere le spese con fidanzato/a
– siete single, ma avete uno stipendio che ve lo permette
– siete single ma avete un mezzo di locomozione proprio
– non pagate l’affitto (magari perché avete occupato la casa di un altro)
– avete una casa vostra e state pagando un mutuo, che dividete con un partner

Ho intenzione di scrivere un altro post sulle bellezze di Londra perché Londra È bella. Può essere spietata con chi non la conosce bene, quindi il segreto sta tutto nell’imparare a capire con chi e cosa si ha a che fare. La vita da single, soprattutto, qui può essere una vera sfida giornaliera (se si decide di vivere soli). Ma in fondo questa è Londra, e ci piace bella e cattiva così.

3 pensieri su “Vivere soli a Londra

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