La mia avventura americana – prima parte

Tra marzo 2011 e maggio 2012 ho visitato gli Stati Uniti sei volte, otto se si considerano le due volte precedenti. Sin dal mio primo viaggio 12 anni fa mi sono sempre ripromesso di scrivere le mie impressioni sull’America e sugli americani e mi ci è voluto tutto questo tempo per decidermi a farlo. A maggio scorso, mentre sedevo su un treno in viaggio da Boston a New York, cominciai a farlo.

Come sempre succede quando mi capita di brandire selvaggiamente una penna (o una tastiera), finisco per scrivere delle bibbie di roba, che nessuno leggerà mai. Per rendere le cose un po’ più semplici ai miei (inesistenti) lettori, ho deciso di dividere questo racconto dostoyevskyano in due. Nonostante ciò, mi rendo conto che potrebbe essere troppo lungo comunque da leggere. Per non rischiare di dividerlo in ulteriori parti e ritrovarmi con una soap-opera tipo Dallas, ho deciso di lasciarlo così com’è. Buona lettura. Continue reading

My American adventure – Part one

Between March 2011 and May 2012 I visited the States six times which, considering the two previous visits, brings the number up to eight. Since my first trip 12 years ago, I’ve always wanted to write my impressions on America and the Americans and it took me that many years to write my thoughts down. Finally, last May, while sitting on a train travelling from Boston down to New York City, I started.

As it always happens when I brandish a pen (or a keyboard) I ended up writing a bible-long essays that no one will never read. To make it easier for my non-existing readers, I  split this Dostoyevsky-like novel I came up with in two. Looking at it now, I realize it risks to be too long anyway.

Oh well, I can’t split it down any further or I’ll end up having Dallas. Enjoy part 1. Continue reading

Come evitare di venire colpito dall’aria in Italia

Oggi sul sito dell BBC è stato pubblicato un articolo scritto da una loro corrispondente che da anni vive a Bologna: How to live in Italy and avoid getting hit by the air. L’articolo è quanto di più vero possa essere stato scritto circa il modo in cui i cugini britannici percepiscono i nostri strambi comportamenti e come noi percepiamo i loro.

Per la felicità di tutti i miei amici italiani che non se la cavano con la lingua, ho tradotto l’articolo e (pensate un po’!) ho aggiunto anche i miei commenti in verde! (Il colore potrebbe essere un altro, ora vedo quale ci sta meglio). L’articolo originale, scritto da Dany Mitzman, lo trovate qui Continue reading

Da Battersea a Chelsea passando per piazza San Rocco

Mi piace fare strade nuove la mattina, possibilmente lontane da quelle più trafficate, quelle strade che solo la gente del posto conosce.

Stamattina dalla stazione di Clapham Junction ho preso il 170, uno dei pochi autobus ad un piano delle zone centrali di Londra, indice del fatto che pochi lo usano. A differenza degli altri mezzi pubblici che raggiungono Chelsea passando per Battersea High Street, questo percorre una serie di stradine della parte bassa di Battersea, per lo più fatta di council buildings, che in Italia chiameremmo ‘case popolari’, ma con un aspetto diverso. Continue reading

L’adorabile pioggia di Londra e la discrezione dei suoi cani

Heathrow, 13 Maggio 2012

Sono a Heathrow aspettando il volo per Boston. Non c’erano posti vicino al finestrino ed io odio quando non posso volare vicino al finestrino sui voli di lunga tratta. I miei tentativi nel muovere British Airways a compassione e concedermi un posto finestrino sono stati miserabili e vani. Li ho chiamati ieri dichiarando di avere una particolare forma di claustrofobia e che era di vitale importanza che mi fosse dato un posto vicino al finestrino per il mio volo su Boston del giorno dopo (non ce n’erano disponibili al momento del checkin online). Il tizio mi ha fatto notare che BA dà la possibilità di prenotare il proprio posto in anticipo. Continue reading