Bastarda Virgin. Dodicesima settimana, credo

Ancora non ho internet. Ho circa 1 minuto e 13 secondi per scrivere.
Ieri li ho chiamatai. Hanno bloccato il contratto e nessuno mi aveva fatto sapere nulla.
Dopo 6 anni di call centre in Vodafone questa è la punizione che mi merito, credo. Le considerazione a quando avrò più tempo.

Volevo solo far sapere a tutta la comunità di Internet preoccupata per me che sto bene, sono vivo, Londra non mi spezza. Forse mi piega. Ma non mi spezzerà!!
Il freddo sta arrivando. Le giornata bagnate aumentano. Le luci natalizie su Oxford street sono già appese. Ma non le hanno ancora accese.
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Questione di spelling e temporali estivi. La mia sesta settimana.

Ho saltato 3 settimane, lo so. Problemi vari, dovuti a varie trasferte a Parigi e alla connessione Internet che ancora manca nella nuova casa.
Sì: ho una nuova casa. Non è quella a portobello road della quale parlavo nell’ultimo articolo scritto, ma al mercato ci posso comunque arrivare in 5 minuti a piedi.

Internet, ovvero: lo spelling! Dopo aver lottato per una serata intera con l’operatrice della Virgin Media (ovviamente avevo aspettato che l’ufficio si svuotasse prima di chiamare), alla fine sono riuscito a farle capire l’ortografia corretta del mio cognome e per il 20 settembre dovrei avere la connessione internet.
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Londra: l’importante è correre. La mia terza settimana.

La terza settimana volge al termine. Non c’è molto da dire, ho già scritto abbastanza.
Oggi vorrei solo affrontare un altro tema velocemente: gli sport all’aria aperta. Ho già scritto di quanto rimpiango di non essere mai andato allo stadio e di non sapere che forma abbia un pallone. Ora rimpiango anche di non essere mai andato a correre o in bicicletta. Quando ti ritrovi a vivere nel paese dei salutisti e degli sportivi queste cose cominciano ad avere il loro peso.
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Sono italiano, sono romano e non mi piace il calcio! La mia terza settimana a Londra.

La domanda è: quanti luoghi comuni sull’italia dovrò sfatare durante il mio soggiorno londinese? E soprattutto, quanti di questi si dimostreranno essere veri?
A quanto pare gli inglesi sono un popolo facile da stupire, e se si trovano a parlare con un italiano ci sono due cose per le quali rimarranno letteralmente esterefatti:
1) Porranno la domanda “Ma è vero che in italia i ragazzi rimangono a vivere con la famiglia anche fino a 30 anni?” con un’aria stupìda, allibita, quasi schifati come se avessero chiesto “ma è vero che in italia vi intrattenete in amplessi sessuali con gli equini?”
2) La seconda cosa è quando si presenta giornalmente la seguente conversazione tra me e i miei colleghi:
“Piacere, Paolo”
“Piacere. Di dove sei?”
“Italia”
“Ah, Italia. Per che squadra tifi?”
“Veramente non mi piace il calcio.”
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Ricerca casa a Londra, la birra del venerdì e le vesciche sui piedi. La mia seconda settimana

Domanda: quante volte bisogna indossare un paio di scarpe nuove prima che queste smettando di provocarti vesciche grandi come piadine romagnole? Ho delle piaghe sui piedi che neanche Gesù sulla via crucis aveva. Spero che l’unguento dallo strano colore che mi ha dato Natalia faccia effetto.

Ho idea che ci siano stati altri casi di malattia improvvisa al lavoro. Forse addirittura qualche morto perchè improvvisamente la temperatura dell’aria condizionata è diventata umanamente sopportabile. Oggi sono riuscito a contare 14 raggi di sole e tutti continuavano a dire “ma che bella giornata! Si schiatta di caldo qui dentro perchè non abbassano la temperatura?”. Al che io lanciavo un’occhiata al calcio della carabina che usciva dal mio zaino e tutti giravano alla larga dal termostato. Secondo me i problemi di mafia portati dagli immigrati italiani a new york all’inizio del secolo scorso furono causati dagli stessi motivi.
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