Sono italiano, sono romano e non mi piace il calcio! La mia terza settimana a Londra.

La domanda è: quanti luoghi comuni sull’italia dovrò sfatare durante il mio soggiorno londinese? E soprattutto, quanti di questi si dimostreranno essere veri?
A quanto pare gli inglesi sono un popolo facile da stupire, e se si trovano a parlare con un italiano ci sono due cose per le quali rimarranno letteralmente esterefatti:
1) Porranno la domanda “Ma è vero che in italia i ragazzi rimangono a vivere con la famiglia anche fino a 30 anni?” con un’aria stupìda, allibita, quasi schifati come se avessero chiesto “ma è vero che in italia vi intrattenete in amplessi sessuali con gli equini?”
2) La seconda cosa è quando si presenta giornalmente la seguente conversazione tra me e i miei colleghi:
“Piacere, Paolo”
“Piacere. Di dove sei?”
“Italia”
“Ah, Italia. Per che squadra tifi?”
“Veramente non mi piace il calcio.”

E puntualmente il silenzio cala nella stanza. Tutto si gela. Da angoli diversi dell’edificio cominciano a sollevarsi mormorii quali:

“…hai sentito, non gli piace il calcio… è italiano e non gli piace il calcio… cosa, non è tifoso?…. hai sentito l’ultima sul tizio italiano… interrompiamo le trasmissioni per una notizia dell’ultim’ora: a Paolo, ragazzo italiano, non piace il calcio…”.

Ho provato a fingere rispondendo con un vago “tifo per la Roma”, ma a quel punto l’interlocutore puntualmente comincia con una dissertazione che trova le sue radici nella storia del calcio inglese per arrivare all’attuale situazione mondiale del calcio-mercato. Al che non mi resta che dire:

“guarda, lascia stare. Sono italiano ma il calcio mi fa schifo, ok? See you”

Quasi rimpiango tutte le volte che non sono andato allo stadio con mio padre. Qui se non sai chi è l’allenatore della nazionale ti fanno sentire un lebbroso ancora più che in italia. Anzi, ti fanno sentire esattamente come quando dici che sei italiano ma non segui il calcio.
(…. un attimo. Chi è l’allenatore della nazionale?)

Per concludere bene la giornata oggi un altro collega, di cui non farò il nome, mi fa:
“ho sentito in giro che a roma sono molto maleducati, vero?”
……$$$$%%&&&&&&…….
“e io ho sentito in giro che su YouTube si trovano i video di tua sorella che se la fa con i barboni della stazione. Ma vaffanculo!!”
Ma perchè mai la gente pensa certe cose di noi romani???

Approfitterei di Facebook e del World Wide Web per mettere in chiaro un paio di cose. Sono Italiano ma:
1. non mi piace il calcio
2. non suono il mandolino
3. mio padre non è un boss mafioso (ma non posso assicurare sugli antenati…)
4. non ho una vespa
5. non ho una fiat punto
6. non sono un playboy
7. non conosco le canzoni di domenico modugno
8. ho vissuto saltuariamente da solo ma ho comunque lasciato il nido prima dei 30 anni!
9. rispetto il codice stradale nei limiti del possibile e comunque non passo mai col rosso
10. Silvio Berlusconi non parla in mio nome e se il vaticano non stesse in italia sarei più contento.

Approfitto del social network anche per un’altra questione, dalla quale potrebbe nascere un sondaggio interessante:
lasciare il proprio ragazzo mentre si è in vacanza lontanto è banale. Farlo con un sms oltre che banale è anche da vigliacchi. Il fatto che tutto ciò lo si faccia a 17 anni non è una giustificazione.
E starci male è una perdita di tempo che non verrà recuperata.

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