50 sfumature di bianco. La sporca verità sulla neve

Per la seconda volta in sei anni, Roma si è svegliata coperta di neve. Non solo l’Italia, ma tutto il nord Europa (Regno Unito compreso – che piaccia loro o no sono ancora in Europa) viene attraversato da una gelida ondata di freddo siberiano al quale si è unito l’uragano Emma. Una fine coltre di circa due centimetri si è posata sulla capitale inglese e su quella italiana, la città dove sono nato e la città dove vivo; e mentre Facebook viene sommerso da foto del Colosseo o di Westminster resi ancora più suggestivi dall’incantesimo della neve, mi chiedo se sia al di qua che al di là della Manica si sappia davvero qual è la sporca verità sulla neve.

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Londra sotto la neve all’alba – Febbraio 2018

La neve, quel mistico incantesimo che racchiude il mondo in una bolla di sapone sospesa nel tempo e nello spazio, con i suoi suoni ovattati che quasi ti sembra di riuscire a carpire il rumore di ogni singolo fiocco che si posa a terra, trasportandoti in una Narnia dove sei nuovamente bambino e il resto non conta.

OK, molto bello, ma ora sveglia. È esattamente così che mi sentivo io tutte le volte che visitavo Boston per brevi viaggi di lavoro quando la città era vestita di bianco. Poi mi ci sono trasferito e vi ho passato due inverni. E la (sporca) verità è uscita fuori.

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L’incanto della neve su Richmond Park

La neve diventa fango. Per andare al lavoro, a scuola, a comprare il latte, a fare la spesa devi camminare nel fango. Non importa se viene spalata via dai marciapiedi; la neve si trasformerà in una poltiglia marrone che ti arriva fin sopra le suole delle scarpe. Montagne di neve che si accumulano sui lati delle strade. Smette di nevicare. La neve comincia a sciogliersi. Il fango aumenta. E gli avvoltoi sulle case sopra la città. Senza pietà.

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Montagne di neve a Salem, MA

Quando non è fango, è ghiaccio. Quella stessa poltiglia si ghiaccia e per evitare di cadere, devi “camminare come una di quelle donne giapponesi”, mi suggerì una volta Mark riferendosi alle donne con il tradizionale kimono stretto sulle gambe e le infradito di legno ai piedi. Camminare a piccoli passi per evitare di cadere. Talmente piccoli che per fare 50 metri ci si impiegano fino a 10 minuti e la app contapassi sull’iPhone impazzisce perché non capisce se stai fermo o stai lentamente morendo. Alla fine smadonni e nell’impeto scivoli. Oppure azzardi un passo più lungo. E scivoli.

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La baia di Cape Cod ghiacciata – Febbraio 2015

Il sale sulle strade aiuta ad evitare le cadute. Poi però ci nevica sopra, si mischia con altra neve e la poltiglia nella quale di ritroverai a camminare sarà mista a sale che lascerà delle macchie indelebili sulle tue scarpe impermeabili se non le pulisci prima che si asciughi.

50 sfumature di bianco; passando per il giallo. Quel bianco velo mai calpestato come fosse un pezzo di nuvola disegnata lì talmente bello da volerlo regalare alla persona che ami dura ben poco. I nostri simpatici amici a quattro zampe, che tanto amano giocare nella neve quanto noi, reagiscono al freddo e al bagnato esattamente come farebbero i loro umani. E se loro non hanno inibizioni e lasciano libero sfogo a tutti i loro stimoli, molto spesso anche i loro padroni si comporteranno allo stesso modo. In fin dei conti, il colore è lo stesso. E diciamocelo anche: tante persone amate lì fuori si meriterebbero solo un po’ di neve gialla e nulla più.

Le vostre impronte non rimarranno solo nella neve. Vi seguiranno fin su casa, in cucina, nelle camere da letto. Per quanto cerchiate di salvare i vostri pavimenti dalle sagome stampate dai vostri scarponi, non potrete riuscirci per più di due giorni. In qualsiasi parte del mondo viviate, se siete di quegli italiani con un’atavica fissazione per le pulizie di casa allora quelle impronte prenderanno vita nella vostra mente; vi parleranno e le sentirete sussurrarvi nelle orecchie la loro presenza ogni qual volta cercherete di ripetervi che questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve e che il cielo è blu sopra le nuvole. Le impronte vi parleranno solo delle domeniche d’agosto quanta neve che cadrà.

Ma se siete a Roma o a Londra, allora non avete nulla di cui preoccuparvi. Quei due centimetri di neve saranno sufficienti per far chiudere scuole e uffici pubblici. Mandare i trasporti in tilt e ragalravi una giornata a casa per pubblicare 73 foto dello stesso ramo coperto di bianco, fare gli scivoloni giù lungo la prima discesa utile e lasciare che la neve, quella bella, ci permetta di essere bimbi senza mascherarci da adulti.

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Gli scivoloni a Richmond Park

 

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