Fare coming out non è giusto

Vivendo al di qua della Manica non ho modo di seguire le avventure di Maria e delle sue missive ma l’eco di quello che è successo su Canale 5 nella puntata di C’è Posta per Te del 15 febbraio sta ormai risuonando su tutto il World Wide Web (quello italiano almeno) e non ha tardato ad arrivare anche a Londra.

Cosa è successo ieri a C’è Posta per Te? Nulla di diverso da ciò che succede solitamente: due persone, Andrea e Antonio, stanno insieme da circa 10 anni, si amano, Antonio decide di fare una sorpresa ad Andrea, lo invita da Maria per dirgli quanto lo ama e gli fa trovare lì Laura Pausini ad aspettarlo. Insomma, le solite storie di coppie scoppiate e accoppiate, drammi familiari e gioie domestiche sparate su per il tubo catodico (in senso figurato, chi ce l’ha più il tubo catodico ormai) per saziare l’atavico bisogno voyeristico di ogni telespettatore italiano.

Aspetta… Hai detto Andrea ed Antonio…? Nel senso di… due maschi? Ah, ecco cos’è successo ieri sera su Canale 5.

Ho dovuto aspettare il primo pomeriggio londinese del giorno dopo la messa in onda perché l’intera puntata venisse caricata sul sito Mediaset e seguirne i fatti di persona.

In realtà le cose non sono poi andate in maniera tanto diversa da quanto già scritto: Andrea e Antonio sono una coppia, si sono conosciuti per caso nel 2003 ad una cena di amici, si sono frequentati, si sono piaciuti e si sono innamorati. Hanno avuto i loro alti e bassi, i loro problemi da superare insieme e le loro gioie da condividere. Andrea ha perso i genitori e sua suocera, la mamma di Antonio, era lì in sala per dirgli che una famiglia che lo ama Andrea ce l’ha e se vuole anche una seconda mamma. A fare da madrina tra lacrime ed emozioni a questa favola disneiana dai toni tutti celesti c’era Laura Pausini, che per quanto la musica che fa possa piacere o non piacere le si deve riconoscere di essere tra quegli artisti nostrani che si prendono la briga di parlare in favore dei diritti della comunità LGBT. Di urlare a volte, come faceva ieri sera gridando “Questo è amore!”.

Sì, quello di Antonio e Andrea è sicuramente amore, vero bello e semplice ed è giusto ricordare che anche il loro di amore merita rispetto e protezione, esattamente come gli altri amori. Non vorrei però si finisse con il pensare che l’amore per essere vero e puro deve essere per forza quello tra due uomini o due donne, l’amore etichettato! Ma perché l’amore non può essere amore punto e basta? Un video riassunto della puntata parlava addirittura di “Amore omosessuale sdoganato in TV”. Mi chiedo quale sarà la tassa da pagare per lo sdoganamento.

OK te lo concedo, brava Maria: hai sdoganato l’amore (gay) in TV. Ma aspetta: non lo aveva già fatto Fazio l’anno scorso a Sanremo con la storia di Stefano e Federico che si volevano sposare ma non potevano? Quante volte ancora questo amore deve essere sdoganato?

Sì Maria, ti concedo anche un bravo per aver raccontato una storia d’amore (gay, specifico per non confondere il lettore) così “banalmente normale” (passatemi il termine) e senza gli stereotipi da gay pride: ben venga il pride e anche gli incontri occasionali (apparentemente questi riguardano solo i gay e non gli etero), ma è giusto pure ricordare che la bandiera arcobaleno fu scelta anche per la moltitudine di colori che porta, come molteplici sono le sfaccettature che l’amore e il modo di viverlo ha. Che poi la gente magari avrà pure fatto due più due e si sarà resa conto che in fin dei conti ci sono tanti Andrea e Antonio che non fanno altro che vivere insieme da 10 anni, amarsi, pagare un mutuo, andare da Ikea per comprare l’armadio, passare 5 ore di sabato pomeriggio a montarlo e farsi le ferie ad agosto in un villaggio del Salento. Mi chiedo se da qualche parte sulla penisola ci sia stata una qualche coppietta di novelli sposini (e che non ha bisogno di etichette varie) che nel vedere C’è Posta ieri sera si sia detta “Amo’ guarda quelli sembramo proprio io e te, non so’ teneri?”.

Sì, brava Maria anche se non so quali siano le motivazioni di marketing e share o quelle etiche e di lotta per la causa che ti hanno spinto ad inserire Andrea e Antonio nella puntata di ieri sera. Qualsiasi esse siano, sono contento che quei due ieri sera abbiano partecipato al tuo programma in veste di coppia che è lì per farsi una sorpresa e non come coppia che è lì per lottare, per farsi sentire, per reclamare dei diritti alla felicità, all’uguaglianza, al rispetto e alla protezione o per far presente che per sposarsi devono andare dall’altra parte del mondo. Magari la prossima volta quella storia verrà inserita nella prima parte del programma, in prima serata, nella fascia protetta e non alle 23.45, quando i bambini sono già a dormire e non rischiare così che quel bacio tra Antonio e Andrea possa urtare la sensibilità di qualcuno. Sto solo ipotizzando, magari la scelta di spostare la storia a fine serata è stata mossa dalla presenza della Pausini che, come guest star, doveva tenere tutto il pubblico in attesa e fare la sua apparizione alla fine.

Avevo iniziato questo articolo due giorni fa, dopo aver letto del coming out di Ellen Page. Bel video e bel discorso davvero, che invito tutti a guardare e di cui propongo qui sotto una versione sottotitolata in italiano:

La mia prima reazione dopo averlo visto è stata: smettetela di fare coming out! Basta! Ogni volta che leggo di quel calciatore, quest’altro cantante o il tal attore che hanno fatto coming out mi viene rabbia e mi chiedo perché la gente abbia bisogno di schiaffare le proprie scelte così sui giornali. Volete fare coming out, allora perché non vi presentate alla notte degli Oscar con il vostro compagno e quando sfilerete sul tappeto rosso e vi chiederanno “George, con chi sei venuto stasera?” semplicemente rispondete “Questo è Philip, il mio ragazzo. Ciao, baci e buona serata”. Insomma, quando ai tempi Bred Pitt iniziò ad uscire con Angelina Jolie non indisse una conferenza stampa per spiegare le motivazione personali più intime che lo avevano mosso a prendere una tale scelta.

Stupido io e ingenuo. Poi mi son detto: quello deve essere l’obiettivo. Andrea e Antonio che fanno le sorprese dalla Maria in prima serata e le star di Hollywood che si presentano alla notte degli Oscar con i partner di egual sesso senza dover prima rilasciare interviste ufficiali dichiarando “Sì, sono gay”. Quello è l’obiettivo, ma cacchiolina quanta strada c’è ancora da fare!

La gente non dovrebbe avere bisogno di fare coming out. Il coming out è di per se inutile e stupido e non dovrebbe esistere.

La gente non dovrebbe avere bisogno di fare coming out.

Quindi grazie Maria e grazie Ellen! Grazie per la tua testimonianza perché ne abbiamo bisogno. I ragazzi che ora si sentono deboli ne hanno bisogno e grazie per il messaggio che prego, prego e prego arrivi a tutti quei giovani che pensano non ci sia via di scampo dai “frocio e rottinculo” che si sentono urlare dietro a scuola. Ellen nel suo discorso dice che “questo mondo sarebbe un po’ migliore se tutti facessimo il piccolo sforzo di essere meno orribili l’un con l’altro”. Per quanto la sua affermazione possa suonare banale, non lo è e c’è un punto di inizio che Ellen non ha menzionato: cominciamo con l’essere meno orribili con noi stessi. Fatti forte di ciò che sei, della felicità che troverai e del fatto che non sei solo. Allora sì che inizierà il divertimento e si fottano tutti i “frocio e rottinculo”!

3 pensieri su “Fare coming out non è giusto

  1. A parte World Wide Web che non lo dice, né forse capisce più nessuno….
    É bellissimo.
    É il tuo più bel pezzo. Di contenuto, di scorrevolezza.
    Bravo brá.
    Ma non ti dimenticare che al giorno d’oggi, in cui tutti vogliono far spettacolo, il coming out è per certi un momento di notorietà, per far parlare di sé. Sono scelte. E il fatto fa parlare di sé, non perché sia strano, io credo.
    Ma perché non ce lo si aspetta. Perché non si ha tatuato il genere sulla fronte come un gabinetto.
    E quello che pensavo uno strafigo da sposare, é invece gay.
    Pensa a te e a quante volte tu, o qualcuno per te ha fatto coming out, se no la poverina di turno continuava impietosamente a struggersi per te!
    Di certi coming out ce n’è probabilmente bisogno. Poi come vien fatto… de gustibus!

  2. Pingback: Noi Siamo Una Famiglia | Across The Channel

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