Tradizioni britanniche in display

Qualche mese fa si parlava della tradizione locale dei biglietti, da mandare per ogni evento. Soprattutto, biglietti per tutte quelle occasioni, nello specifico compleanni e Natale, dove noi non ci prenderemmo mai il disturbo di inviare se non per accompagnare un regalo.

Questo appena passato è stato il mio quarto Natale oltre Manica, il che ha confermato un particolare aspetto della tradizione dei biglietti che si verifica proprio in occasione delle feste natalizie: i biglietti ricevuti vanno messi in mostra o, come dicono qui, in display.

Ho avuto la sfortuna di passare il Natale del 2010 a stretto contatto con un indigeno inglese, in altri articoli chiamato “Il Phenomeno”. Ricordo che un giorno di metà Dicembre tornai a casa dal lavoro e trovai messi in bella mostra su un ripiano della libreria, che era stato appositamente svuotato di tutti i libri, quattro o cinque biglietti d’auguri che erano arrivati per posta nei giorni precedenti. Giunti al 24 dicembre, i biglietti erano diventati una decina, tutti lì sullo stesso ripiano, semi aperti a 45° in modo da poter reggersi da soli in posizione verticale. Al tempo avevo già preso coscienza del Phenomeno, appunto, e di quello che la sua mente era in grado di fare, quindi neanche mi scomodai a chiederne il motivo. Il dubbio mi venne quando, visitando degli amici inglesi lo stesso periodo, notai la stessa cosa nel loro appartamento: biglietti a 45° su un mobile del salone. In questo caso erano molti meno, quindi ne dedussi che c’era già stato un precedente scambio pre-natalizio di regali e i biglietti erano stati lasciati lì. Sì, ma perché fuori dalla busta e tutti in piedi?

Il giorno prima di Natale, lo stesso anno, mi recai per gli auguri a casa di Nelly, una signora di forse 80 e passa anni che abitava nello stesso stabile. Ancora oggi casa di Nelly rappresenta il massimo del pacchiano inglese io abbia visto (e in questo paese, sanno come essere pacchiani): carta da parati a fiori, tappeti dalle fantasie persiane, enormi piante finte, statuette raffiguranti animali di ogni genere (esistenti e non) e cuscini rosa su un divano a fantasia floreale a sfondo marrone. Il tutto ovviamente in 40 mq di appartamento. In occasione delle feste, Nelly aveva pensato bene di metter su un albero che probabilmente il Comune di Roma aveva utilizzato l’anno precedente per l’addobbo di Piazza di Spagna, più altri ornamenti natalizi vari (compreso il vischio sotto il quale Nelly non mancò di baciarmi). E poi lì, sul ripiano del camino (finto ovviamente), una trentina e più di biglietti. Talmente tanti che alcuni avevano dovuto trovare asilo sul tavolino da tè, tra la cornice con la foto della pro-zia e una statuetta raffigurante una simil-Venere di Milo. Oh, quanti biglietti, esclamai. Sono tutti stati inviati per posta? Si, l’ultimo è arrivato questa mattina dall’Australia, confermo Nelly con uno dei suoi sorrisi da pochi denti. Insomma, un gran bel da fare per le poste di Sua Maestà quando si avvicinano le feste natalizie!

Per Natale 2011 non ebbi modo di visitare personalmente case inglesi, quindi la cosa passò inosservata. Ma durante le ultime festività appena trascorse, ecco il la tradizione del display si ripresenta.

Un paio di settimane prima di Natale, parlando con William saltò fuori che entrambi avevamo già comprato i biglietti d’auguri l’uno per l’altro. Ah, allora ce li possiamo scambiare!, mi fa lui tutto contento. Ma io, castrante come pochi e completamente oblio dei biglietti in bella mostra, gli faccio notare che avrebbero accompagnato i regali al momento dello scambio, come se quella fosse la cosa più ovvia da farsi. Solo ora mi spiego la delusione profonda che lessi nei suoi occhi. Il giorno del mio ritorno in Italia per le feste feci notare che forse avrei dovuto scrivere almeno un biglietto d’auguri per Lisa, un’amica in comune, che poi lui avrebbe potuto consegnare a mano. La risposta fu che “Non vedrò Lisa prima della fine dell’anno, quindi mi sembra inutile, neanche potrebbe metterlo in display“.

Display, in mostra, esattamente questo il termine utilizzato, al che io non mancai di far seguire una serie di battute e commenti che, in altra sede, avrebbero causato non pochi incidenti diplomatici tra i due Paesi.

Poco prima della fine dell’anno ebbi occasione di andare a casa di William, prima visita nel periodo natalizio. William è un fanatico degli addobbi natalizi: luci, ghirlande, pungitopo e ben due alberi di Natale ma tutto con estremo buon gusto e lontano da qualsivoglia accenno di “kitscheria”. Ma ecco che lì, sul suo pianoforte, in piedi e in fila ordinata, una lunga serie di biglietti natalizi di varie forme, misure e colori.

I biglietti sul piano di William

I biglietti sul piano di William

Insomma, il Phenomeno e Nelly lo sapevano giusto: qualsiasi sia il tuo livello di buon gusto, i biglietti di Natale prescindono dal regalo e soprattutto vanno messi in bella mostra. In display. Altrimenti, che senso ha riceverne.

Personalmente, quest’anno ho contato ben tre biglietti, due consegnati brevi manu (o a mano, come si dice a casa mia) e uno addirittura arrivato per posta dall’Italia. Natale è passato, il nuovo anno è iniziato da 4 giorni e anche se qui la Befana non arriva, tra poco sarà l’Epifania, che tutte le feste porterà via e i biglietti verranno riposti nelle loro buste. I miei invece rimarranno lì ancora per qualche settimana, perché in fondo ho sempre impiegato un po’ per capire il da farsi ma una volta capito, sono sempre stato bravo a prendermi le mie seconde possibilità.

I miei biglietti in display

I miei biglietti in display

2 pensieri su “Tradizioni britanniche in display

  1. Ammetto: la tradizione dei biglietti di auguri messi in mostra mi aveva conquistato a suo tempo e l’ho fatta mia.
    Sia io che qualcuno dei miei ormai attempati amici anglosassoni e dintorni stiamo perdendo colpi e intravedo una certa svogliatezza nell’invio dei suddetti biglietti.

    • Vedo che la pigrizia prende tutti, non solo me. Ad ottobre avevo comprato una confezione intera di biglietti natalizi (era una buona offerta), convinto che li avrei inviati a tutti i miei amici e parenti in italia. Ne ho usati zero.

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