Mi sveglio due ore prima del solito, dover aver dormito ad intermittenza e aver sognato insetti giganti che uscivano da sotto il letto.
Il periodo di insonnia e’ arrivato.
La pioggia leggera ticchettante sulla finestra mi dice che forse non andrò al lavoro a piedi come avevo programmato. Ma in fondo siamo a Londra, mi dico. È solo una pioggerella fina. E, convinto di aver compreso i misteri della logica imprevedibile del tempo inglese, mi incammino verso il parco, auricolari nelle orecchie e De Andre’ che mi narra le sue storie.
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