London week 18 – new moon e orgasmi al cinema

Ok, mi sono detto: scrivo articoli per le cacchiate più assurde, quindi perchè non scriverne una anche per questo.

In più Facebook mi concede solo un numero di caratteri limitati per i commenti e io invce ho bisogno di rispondere a TUTTI singolarmente.
Per ovvi motivi di sangue (rimanendo in tema col film) partirò da Valerio, che tra le altre cose è mio fratello e saluto.

Ciao Va’!

No, il fisico di Jacob non è fatto al computer. S’è solo pompato come come un pnemumatico tipo per un anno prima delle riprese. Se lo vedi ora è la metà. Leggerai il libro? Li trovi nei miei scatoloni se vuoi…

Tommaso. Vedo che il tuo senso critico aumenta col passare degli anni e ciò non può che farmi piacere… Devo dire che hai quella buona dose di cinismo adolescenziale che probabilmente ti porterà al suicidio verso i 19 anni, se superi quell’età è fatta vai tranquillo. Rispondo a te e ad Oriana insieme, che invece è ancora in tempo per il suicidio (perchè non vi andate a prendere una birra insieme una di queste sere? 🙂 ).
Continua a leggere

London week 18 – braveheart, William Wallace insegna

Mi sveglio due ore prima del solito, dover aver dormito ad intermittenza e aver sognato insetti giganti che uscivano da sotto il letto.

Il periodo di insonnia e’ arrivato.

La pioggia leggera ticchettante sulla finestra mi dice che forse non andrò al lavoro a piedi come avevo programmato. Ma in fondo siamo a Londra, mi dico. È solo una pioggerella fina. E, convinto di aver compreso i misteri della logica imprevedibile del tempo inglese, mi incammino verso il parco, auricolari nelle orecchie e De Andre’ che mi narra le sue storie.
Continua a leggere

London week 17 – una birra con Frank Lampard

E’ successo nuovamente.

Ieri sera mi sono fatto coinvolgere nella tradizionale birra dopo lavoro del venerdì sera. Siamo usciti dall’ufficio alle 17.30. Alle 17.45 eravamo al pub. All’1.30 sono rientrato a casa.

Cos’è successo nel frattempo? Siamo stati al pub fino a una cert’ora, a parlare di tutto: Lucas continuava a dirci di quanto assolutamente la Nuova Zelanda sia un posto da visitare, come se non lo sapessi. “Se hai visto il Signore degli Anelli sai di cosa parlo”, continuava a dire. Ho visto Il Signore degli Anelli tra le 15 e le 20 volte, ma mi chiedo davvero se la gente lì ha i piedi pelosi e le orecchie puntute! Elisabet mi parlava del coro svedese del quale fa parte. Lucas (di nuovo) mi ha raccontato che è stato in Italia per studiare italiano.

“Dove?”, gli chiedo.

“A Tropea” mi risponde. Fantastico.
Continua a leggere

LONDON week 17 – il sempre nel mai

Stamattina mentre camminavo lungo Sydney street ho finito di leggere “L’Eleganza del Riccio”, con il rischio di prendere un paletto in pieno.

Ora vorrei farlo leggere a tutte le persone che conosco, vorrei avere la possibilità di regalarlo a tutti per natale.

Uno di quei libri che arrivi all’ultima parola dell’ultima pagina e rimani per qualche secondo a fissare l’ultima lettera. E poi non puoi fare a meno di rileggere l’ultimo periodo, perchè sembra così strano che sia finito. Così triste, così inaspettato soprattutto. Come se quasi non era chiaro si stesse leggendo l’ultima pagina, che si era arrivati alla fine. Non so se sia il libro più bello mai letto, forse no. Ma con tutta certezza è uno dei più profondi. Ora passerò le prossime 48 ore rimuginando come una vacca quello che ho letto, cercando di metabolizzare e digerire (e forse anche comprenderne) il messaggio.

È un romanzo che pure non è un romanzo. Diventa saggio di filosofia a volte e ti ritrovi a leggere di fenomenologia e esistenzialismo. Poi improvvisamente sorridi come le classiche commediucce francesi sanno far fare. E più si avvicina la fine più non puoi fare altro che divorarlo, come si fa con un romanzo di Dan Brown.
Continua a leggere

LONDON week 17 – muschi e licheni nel frigo, cene svuota frigo.

La regola è: apri il frigo e butta in padella qualsiasi cosa sia ad un passo dal diventare verde, peloso e vivente.

Se sei single, smemorato, sfatigato, sprovveduto e con dei seri problemi nel fare la spesa ciò può essere molto utile, anche solo per evitare i sensi di colpa che poi ti attanaglierebbero di notte per aver gettato nella pattumiera ingenti quantità di cibo mentre i bimbi in Uganda muoiono di fame.

La creazione di oggi (dettata da necessità che da fantasia) è stata:
Continua a leggere

London, week 16 – una bonus 80 per un iPhone

Back on the net!
Ovviamente non grazie alla Virgin nè a nessun altro operatore inglese di servizi internet. Ma grazie alla mia italianità che mi permette di utilizzare una promozione destinata alla navigazione wap (e per questo più vantaggiosa) per navigare in internet utilizzando il cellulare come modem. Ma visto i problemi che i sudditi britannici mi hanno causato, me lo merito! (Ciò basta per far tacere la coscienza).
Ma andiamo per gradi.
Continua a leggere

LONDON paris – week 15. Pensieri che sfuggono

Da una settimana circa faccio lo stesso percorso sulla metro parigina. Improvvisamente stamane l’inaspettato.

C’è un tratto in cui il treno esce in superficie; succedeva anche le altre mattine ma io continuiavo comunque a leggere “L’Eleganza del Riccio” come se nulla fosse. Stamattina un flash improvviso, come di una foto, mi ha colpito, come quando nel bel mezzo della nostra normalità quotidiana un granello di polvere fuori posto ci riporta in vita. E ci disturba. In fondo, ciò che è diverso dalla nostra “normalita’” disturba l’uomo da sempre. Che bello se nessuno si fosse mai preso il disturbo di inventare il concetto di normalità. Ma ormai è troppo tardi, forse questo termine anche è troppo legato alla nostra cultuira, come i crocifissi.
In ogni modo, ero lì che leggevo e questa fotografia improvvisa alle mie spalle mi ha scosso. Mi sono voltato, e il sole era lì, sorto da poco che splendeva appena sopra i tetti parigini. Il semplice fatto che nei giorni scorsi il cielo era grigio ha fatto si che io rimanessi intorpitito nella mia lettura, senza accorgermi che c’erano i tetti della periferia sud di parigi da guardare. OK, non proprio periferia. Alessandro no, non vivi in periferia tu, tranquillo!
Continua a leggere